Casole primissimo esempio di Università
Il Monastero, dedicato a San Nicola, era un monastero basiliano, retto cioè dai religiosi seguaci della Regola di san Basilio il Grande (Cesarea di Cappadocia 329-379). Qui poteva recarsi chiunque voleva erudirsi: facendolo otteneva gratis la maggior parte del vitto, il maestro ed una stanza (Antonio de Ferraris il Galateo in: “De Situ Iapygiae”). Tutto questo molto prima che venissero fondate le Università da parte di principi ed imperatori nel nord-Europa. Si studiava Aristotele e Platone, si cercava di coniugare le antiche cosmologia, gnoseologia ed etica greche con le ansie e le preoccupazioni religiose dell'epoca, attraverso una pratica intellettuale a mezza via fra discorso teologico e discorso filosofico. Casole è la prima vera scuola pubblica di Terra d'Otranto, teatro di una nuova formula di convivenza razionale tra discorso teologico e discorso filosofico. Il Monastero di Casole fu quindi quello che oggi chiameremmo un'Università. In questa "fortezza del sapere" si incontravano e si scontravano Greci, Ebrei, Latini, che affrontavano nelle loro appassionate discussioni vari problemi. Nel C.111.17 si trova che, nel 1160, l’igumeno Niceta costruì accanto al monastero la "casa dello studente", la prima del mondo occidentale. Chi voleva studiare il greco, e poi il latino, il trivio ed il quadrivio, aveva gratis vitto, alloggio, professori e una ricca biblioteca a disposizione. Venivano a studiare e ad insegnare dall'una e dall'altra Europa. Qui si trascrivevano codici greci, li si traduceva in latino e li si mandava in Occidente; inoltre si trascrivevano codici latini, li si traduceva in greco per inviarli in Oriente: tra questi il De Trinitate di Sant'Agostino e i Dialoghi di San Gregorio Magno.
La vita nel Monastero
I monaci di Casole, però oltre che alla preghiera, erano dediti anche allo studio e all'insegnamento. Erano organizzati in segmenti di interesse, a capo dei quali vi erano dei coordinatori. Vi erano così gli ieromonaci (monaci-sacerdoti), a cui spettava celebrare le funzioni; la custodia della chiesa e delle sue suppellettili era affidata al monaco ecclesiarca; la biblioteca dipendeva dal monaco bibliofilace, funzione importantissima, visto che la biblioteca era considerata il più significativo bene del cenobio. Inoltre, giornalmente, i monaci si dedicavano alla attività di copiatura dei codici, presieduta dal monaco protocalligrafo. Il cellerario sovraintendeva ai magazzini e alla mensa.
L'igumeno, poi, rappresentava la funzione più alta nel convento. All'igumeno tutti i monaci dovevano obbedienza e rispetto.
Lo Scrittorio e la Biblioteca
I monaci quindi trascrivevano ed interpretavano testi dell'antica sapienza.Dallo Scriptorium di Casole dipendevano altri due minori, quello di Gallipoli, annesso probabilmente all’Abbazia di San Mauro, e quello di Nardò, che sorgeva accanto all’Abbazia della Madonna dell'Alto. In alcune sedi parrocchiali, poi, come Nardò, Soleto, Gallipoli, Maglie vi erano dei sacerdoti che pure avevano degli scriptoria. Vi era altresì un Didaskaleion, dove si insegnava la cultura greca. Scrive Gregorovius che Casole era tra le più antiche biblioteche d'Occidente, forse la più antica, precedente addirittura il Cenobio Vivariense di Cassiodoro se, dando credito ad una tradizione piuttosto ricorrente, sembra che l'abbazia sia nata molti secoli prima la venuta dei Normanni, addirittura nel V secolo.
Una tradizione che, se corrispondente alla verità, sovvertirebbe la concezione della costruzione della cultura nella Penisola.
L'invasione Turca e la distruzione di Casole
Il cardinale passò anche da Casole e prelevò 533 volumi greci e 301 volumi latini. Bessarione che era dunque uno straordinario bibliofilo, poi nel 1468 offrì a Venezia, alla Biblioteca Marciana, la sua intera e ricca raccolta di codici, ivi compresi quelli prelevati dall’abbazia di San Nicola di Casole ad Otranto.Successivamente questa mole di volumi si disperse tra le migliori biblioteche Europee: Marciana di Venezia, Medicea di Firenze, Vaticana di Roma, Lombarda di Milano, Nazionale di Napoli e di Torino, Sorbona di Parigi, Nazionale di Madrid, e poi a Berlino, Londra, Kiev, ecc...
Casole Oggi
Tutto questo ci dice che la Magna Grecia ha accettato un certo bizantinismo (archi, cultura pittorica), mediandolo con la sua cultura greco-latina (colonne) anche se si nota una impaginazione solenne nel succedersi architettonico che ci lascia pensare alla ieraticità bizantina (le pareti agili ed elevate, le stesse colonne svelte). Non mancano tracce labilissime di affreschi. La vera presente nel complesso monastico è un monolite di bella fattura, di forma rettangolare, con una bocca centrale, attraverso la quale si attingeva l'acqua e due laterali che probabilmente servivano a scopi irrigui o di conservazione.
Alcune considerazioni su Casole
Negli anni successivi subì un processo di lento degrado, fino al definitivo abbandono dei primi del 1800. Quindi il sacco di Otranto del 1480 contribuì in maniera decisiva alla distruzione e decadenza del monastero di San Nicola di Casole, che fu faro di civiltà, centro irradiatore di cultura e di fede cristiana, trait-d'union fra Roma e Bisanzio, per secoli ponte fra Occidente e Oriente in quanto contribuì fortemente al passaggio della civiltà greca in Occidente e della civiltà latina in Oriente. Nel periodo del suo massimo splendore Casole era arrivato ad essere il più importante monastero di tutto il Meridione; possedeva numerose proprietà, grance e metochie e da Casole dipendevano numerose chiese. Era fra i monasteri che pagavano le tasse più alte e godette di grande notorietà, anche presso la sede pontificia, che in più di un'occasione utilizzò le più significative personalità del monastero di Casole per missioni a Costantinopoli.
La storiografia filosofica solo da poco tempo va valutando l'apporto dell'Abbazia di Casole al pensiero occidentale, le risultanze attuali comunque collocano Casole fra i centri culturali europei di primissima importanza (peraltro, viene citato più volte ne “Il Nome Della Rosa”, di Umberto Eco) probabilmente alla stregua di Chartres, Cluny, Bec, San Gallo, Fulda e York. Casole, e con Casole il Salento, divenne un centro importantissimo per la diffusione delle lettere greche durante tutto il corso del Medioevo, fino alle soglie del Rinascimento.
