Messapi, antichi salentini - parte III
I collegamenti tra le città Messapiche
I collegamenti con gli approdi portuali erano effettuati da tracciati stradali. Secondo il Novembre Alezio era collegata a Gallipoli, Ugento a Torre S. Giovanni, Nardò (Neretum), a Santa Maria al Bagno (Nauna), a cui forse era collegata la stessa Manduria, che insieme al centro di San Pancrazio Salentino costituiva un altro nucleo circoscritto della vita messapica sul lato occidentale, in urto continuo con Taranto. Una striscia territoriale di piccoli siti messapici, che comprendeva fra gli altri anche l'agglomerato di Mesagne, continuava sino a Brindisi e incrociava con il nodo di Oria.
La struttura delle città
Le cinte delle mura di ciascuna città variavano per lunghezza e per spessore: un perimetro di 5 Km e uno spessore di 7 m. avevano le mura di Ugento 5 km lunghe erano anche le mura di Oria, 3 di Cavallino, 3 di Manduria.
Più di un Km quelle di Rocavecchia, di 2 Km era il perimetro delle mura di Egnazia. La presenza ad Ugento di assi viari di tipo ortogonale farebbe ipotizzare che siano il risultato di una sistemazione urbanistica di età romana. Assi pressochè simili si trovano anche in altri centri archeologici.
A Cavallino e in parte a Vaste il tessuto urbano appare più compatto «caratterizzato da strade ben pavimentate con un forte battuto di pietra e tutina, case con fondazioni di blocchi squadrati, alzato con piccole pietre, copertura di tegole, pianta complessa con ambienti disposti intorno a cortili». Preludevano indubbiamente ai tipi di costruzioni abitative che sarebbero venute molto tempo dopo in epoca medievale e moderna.
Lo sviluppo della civiltà messapica
Così il lento processo di urbanizzazione si era abbastanza consolidato nei secoli del periodo messapico, dal VII al III secolo a.C. Le antiche comunità indigene avevano accettato il passaggio dallo stato, tribale dei primi nuclei preistorici alla situazione protourbana dell'età micenea avanzata sino a giungere a una condizione di vita più stabile assicurata entro i siti urbani difesi da mura.
Le strutture che gli scavi fanno evidenziare risentono delle influenze in parte micenee e in parte magno greche qualcuna di esse appare sovrapposta ai precedenti insediamenti dell’età del bronzo.
Lo dimostrerebbero gli scavi di Leuca o di Otranto essendo peraltro i siti costieri più antichi della penisola salentina e forse più ricchi di mitologia. Le ricerche della zona di Vaste, Cavallino, Oria, Ugento, San Pancrazio, Mandria, Rudie, Brindisi compiute di recente in maniera sistematica, hanno fatto evidenziare il passaggio avvenuto nella prima metà del millennio a.c.
La trasformazione del villaggio preistorico in città messapica non fu solo un mutamento di dimensioni dell'area abitativa: faceva denotare l'importante crescita della popolazione messapica in virtù dell'allargamento delle cinte murarie che interessarono tutti i centri. Fu ancora e soprattutto mutamento di direzione e di scopi che l'orlarono i Messapi ad un'organizzazione di tipo nuovo e più consapevole.
Questo popolo in nessuna occasione ha minimamente cercato di espandere i propri domini ai danni delle popolazioni vicine e lontane; non ha mai pensato a guerre di conquista, ha solo difeso fino all’ultimo respiro la sua terra la iapigia.
Cenni storici
Popolo combattivo e indipendente, i Messapi si scontrarono con i Tarantini (in continua espansione verso l’interno), riportando su di loro una vittoria nel 473.
Pochi decenni dopo, durante la guerra del Peloponneso, il principe messapico Artas prestò aiuto agli Ateniesi contro Siracusa (413).
Dal 343 al 338 i Messapi si imbatterono con successo contro il re spartano Archidamo III, accorso in aiuto di Taranto; vennero quindi sconfitti da Alessandro d’Epiro, intervenuto in appoggio alla città greca.
Alleati di Roma nella prima e nella seconda guerra sannitica, i Messapi si staccarono in parte da essa durante la terza guerra, si schierarono al fianco di Pirro nella lotta dei Tarantini contro Roma: ma furono sconfitti nel 280 a.C. e sottomessi nel 267 -266.
Mai del tutto assimilati alla civiltà romana, durante la seconda guerra punica essi si ribellarono (213-212 a.C.); in seguito, nel 90 a.C., parteciparono alla "guerra sociale".