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Le Cesine - riserva WWF

La riserva naturale delle Cesine è una delle 80 aree protette gestite dal Wwf volte alla tutela e la conservazione di habitat naturali e di specie animali o vegetali di interesse, rare o a rischio di estinzione. La Riserva Naturale dello Stato Le Cesine costituisce uno degli ultimi tratti delle paludi che, prima degli interventi di bonifica, si estendevano fra Brindisi e Otranto.

La riserva si trova a 5 chilometri da San Cataldo, in provincia di Lecce, copre un tratto di costa adriatica lungo 7 chilometri e include ambienti di acqua dolce e salmastra, in gran parte temporanei, per un’estensione totale di 250 ettari. La zona salmastra della Riserva è costituita da due stagni, “Li Salapi” e il “Pantano Grande”, separati dal mare da un cordone di dune sabbioso. Antiche carte segnalano il sito con il nome di “Giegine”.

Nel 1600 circa compare il nome “Cesina” (dal latino “Seges”, zona incolta), riferito alla Masseria Cesine, tuttora utilizzata come centro visite. Nel 1874 viene utilizzato per la prima volta in cartografia il toponimo “Pantano Grande” ancora oggi in uso.

L'area già nel 1977 venne dichiarata dalla convenzione di Ramsar "zona umida di valore internazionale" e nel 1980 divenne "riserva naturale di popolamento animale" gestita dal WWF. La zona salmastra della Riserva è costituita da due stagni costieri perenni, “Li Salapi” (14 ettari) e il “Pantano Grande” (68 ettari). Separati dal mare da un cordone di dune sabbiose alte circa 1 metro sono collegati tra loro da un canale largo mediamente 8 metri.

I bacini sono profondi in media poco meno di un metro (0,8 m), ma si osservano interrimenti che innalzano il fondale a 30-40 centimetri. Gli stagni sono collegati alle aree paludose e ad altri piccoli bacini retrodunali chiamati “Salapieddhi” per mezzo di un breve canale scavato nelle calcareniti lapidee. All’interno degli stagni sono situati due isolotti denominati “dei conigli” e “delle canne” che ogni anno ospitano gli uccelli migratori.

La zona, protetta ai sensi della Convenzione Ramsar, si estende per 620 ettari ed è attraversata dalla vecchia strada litoranea (SS 611) attualmente dimessa che la divide in due parti. La parte orientale comprende gli specchi d’acqua salmastri e d’acqua dolce, le aree boscate, le aree steppiche e corrisponde alla Riserva di Stato; la parte occidentale, priva di specchi d’acqua perenni, comprende aree boscate, soprattutto pinete, aree a macchia mediterranea, aree agricole e l’edificio della Masseria Le Cesine.

Ubicata nel comune di Vernole la zona si estende su una fascia costiera di 6 km, per una superficie complessiva di 620 ettari di cui 350 gestiti direttamente dal Wwf e che ne fanno una delle oasi, gestite dall'organizzazione, più grandi d'Italia. Si tratta di un'area umida posta a ridosso del mare, l'ultima rimasta di una zona paludosa più vasta che in passato da Brindisi si estendeva sino ad Otranto.

Comprende due stagni profondi al massimo due metri, Salapì e Pantano Grande di origine meteorica la cui salinità risente delle stagioni e delle precipitazioni. Risultano separati dal mare da semplici da cordoli di sabbia o da dune sabbiose; non è infrequente, quindi, che il mare in tempesta riversi le proprie acque all'interno degli stagni. È ancora presente una vasta zona di macchia mediterranea composta prevalentemente da quercia spinosa, e pinete di pino di Aleppo.

Qui si possono ammirare specie botaniche come orchidee acquatiche, il giglio d'acqua, il falasco. Mentre nelle zone a ridosso del mare sono presenti il giunco e la cannuccia di palude. L'area riveste interesse per la sosta che quivi fanno numerose specie migratorie tra cui le spatole, il cavaliere d'Italia, gli aironi, i falchi pescatori, le cicogne, i moriglioni, i codoni, le folache, le volpoche, cormorani, anatre.

La fauna stanziale è variegata e si compone di volpi, tassi, lepri e conigli selvatici, rospi, raganelle, testuggini e la biscia d'acqua. Di particolare interesse il colubro leopardino un tipico serpente particolarmente diffuso nel sud Italia. Per le visite all'oasi rivolgersi al Centro visite tel. 336/868070.

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