Il Galateo, Antonio de Ferraris.

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IL GALATEO - ANTONIO DE FERRARIS

Illustre umanista.


Antonio De Ferraris nasce a Galatone (Lecce) nel 1448. Sarà in seguito meglio noto come il Galateo nome in derivazione da quello del suo Comune di origine.

La sua infanzia viene segnata dalla perdita prematura del padre. Viene cresciuto dalla madre e dalle sue quattro sorelle acui si unì l'aiuto di uno zio materno Abate del cenobio greco-salentino di San Nicola di Pergoleto. Attraverso lo zio entrerà in contatto con la cultura greca allora dominante nel Salento (è da ricordare, infatti che all’epoca Galatone, faceva parte dell’area ellenofona salentina).

Sempre per volontà dello zio Virgilio De Magistris proseguirà gli studi al ginnasio di Nardò che costituiva l’istituzione educativa più rinomata del Salento. Successivamente si trasferirà a Napoli dove approfondirà gli studi umanistici, filosofici e delle scienze mediche. Conobbe, quindi, Girolamo del Castello, cattedratico a Ferrara e dietro suo impulso si trasferì a Ferrara dove il 3 agosto 1474 ottenne il diploma di medicina.

In virtù del titolo medico acquisito verrà chiamato a lavorare a Napoli come medico presso la corte di re Ferdinando I d'Aragona. Ed è proprio negli ambienti napoletani che il Galateo entrerà in contatto con studiosi come Giovanni Pontano, Giacomo Sannazzaro e l'umanista veneziano Ermolao Barbaro.

Nel 1478 sposerà Maria Lubelli, dei baroni di Sanarica dalla quale ebbe sei figli.
Caduta la dinastia degli Aragonesi il Galateo tornerà nel Salento dove proseguirà i suoi studi umanistici e trascorrerà gli ultimi anni dalla sua vita. Nel 1510 viene ricevuto da Giulio II, al quale donò una copia eseguita in Otranto della donazione di Costantino.

Muore a Lecce il 12 novembre 1517.

Tra le sue opere più importanti, che ci sono pervenute grazie all’intervento del nipote Mariano De Magistris, ricordiamo:
- De Situ lapygiae una specie di diario dove raccolse tutte le sensazioni sui luoghi del Salento.
- De Heremita, scritto nel 1496 che è dialogo in cui esprime una severa critica del mondo ecclesiastico del tempo
- Pater Noster, composto a Bari il pater noster rappresenta l’unica opera scritta in volgare dal Galateo.
Il Galateo ha scritto inoltre il De Educatíone, il Callipolis Descriptio, il De Podagra.

Antonio de Ferraris, considerato come il più illustre umanista meridionale, è una figura del tutto singolare nel panorama letterario italiano dell’epoca. Egli è cresciuto e si è formato in un Salento intriso di grecità. Il Galateo di mostrerà sempre orgoglioso della sua lingua, della sua cultura sentendosi erede della classicità. A tal proposito avrà modo di dire "Graeci sumus et hoc nobis gloriae accedit".

Il Salento, infatti, pur a distanza di secoli dalla caduta dell’impero Bizantino, resterà custode degli elementi greci e della cultura ellenica. Vi fù per lungo tempo un rifiorire delle arti e delle lettere ad opera di numerosi monasteri ed in particolare di quello di San Nicola di Casole nei pressi di Otranto che verrà distrutto dai turchi di Achmet Pascià nel 1480. Di questa intensa attività il Galateo è da considerarsi uno degli esempi più alti.