Il gruppo di dodici città Messapiche.

dove sei: home > Arte e Cultura > Dodecapoli II

La dodecapoli Messapica - parte II

Manduria

Antica capitale messapica. Importantissimo centro messapico, ebbe un ruolo di primo piano nella storia antica per l’eroica e leggendaria resistenza opposta ai Tarantini, allorché questi mossero guerra ai Messapi con mire espansionistiche. Qui la leggenda vuole che risiedesse il mitico Re Arthas.

La Manduria messapica presenta una triplice, grandiosa cerchia di mura, una realizzazione che ha ben pochi riscontri in Italia; purtroppo essa è stata in parte coperta o distrutta dalle costruzioni successive ma ne sussistono larghi resti, in particolare nella zona della chiesa dei cappuccini. La cerchia interna, non molto alta, è formata da grandi blocchi irregolari e risale al secolo V A.C.; la cerchia mediana è più alta e a blocchi irregolari, con l’intercapedine riempita da materiale eterogeneo.

Sono visibili anche tracce degli ampi fossati difensivi, delle strade di cinta e di arroccamento, oltre a resti di grandiose porte e di torri di difesa. Presso le mura sono state scoperte tombe isolate e vaste necropoli, che hanno dato prezioso materiale.

Mesania (Mesagne)

Neriton (Nardò)

Orra (Oria)

Oria divenne capitale della Messapia. Qui, sono venute alla luce tombe e grotte di origine messapica contenenti resti di scheletri umani, epigrafi tombali, una numerosa varietà di vasi d’argilla, di pregevolissima fattura, ma privi di ogni serio elemento decorativo, e monete di tipi e periodi vari.

Sybar (Cavallino)

Il sito di Cavallino è assai interessante perché mostra un insediamento messapico che ha conservato integra la sua omogeneità sociale, culturale ed armonica già nell’VIII sec.; nel VI sec. a.C. si mostra già urbanisticamente sistemato.

Verso la fine del VI sec. a.C., per difendersi dalle minacce e dai propositi bellicosi dei Tarantini, i Messapi di Cavallino decidono di approntare intorno alla città una solida e valida cinta muraria e scavare un fossato per tutta la lunghezza del perimetro cittadino. Con gli scavi sono venuti alla luce molti oggetti: accette litiche levigate di roccia filoniana grigia, aghi lunghi e sottili di osso, chiodi e fibule di ferro.

Altri oggetti personali erano quelli usati come elementi di collana e bracciali: fuseruole e valve forate; oggetti per giochi fanciulleschi erano le palline e le rondelle di terracotta. È stata trovata, anche, una piramidetta con incisa una dedica ad una divinità femminile: Arzeria.

Nelle poche tombe sono state rinvenute borchie e collane di bronzo, vasellini di terracotta, bellissimi vasi, armi di selce, figurine di bronzo, una civetta di bronzo e grande abbondanza di monete. Le tombe per adulti erano a cassa rettangolare, uniformi come dimensioni, scavate nella roccia affiorante, coperte da lastroni di pietra leccese ed erano poco profonde. Interessante il modo in cui seppellivano i bambini: agli angoli dell’abitazione, i corpi venivano sistemati in posizione rannicchiata dentro un pithos ovoidale oppure dentro un cratere di produzione locale, decorate a fasce o a motivi geometrici.

Thurian Sallentina (Roca)

> precedente