Il gruppo di dodici città Messapiche.

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La dodecapoli Messapica

La dodecapoli Messapica costituiva un gruppo di dodici città, per lo più interne, con un elevato grado di indipendenza tra di loro ma che erano capaci di federarsi per far fronte ad un pericolo esterno come nel caso della guerra contro la Spartana Taras (odierna Taranto) che aveva alzato le mire verso la parte meridionale del Salento per avere un comodo sbocco sull'Adriatico che gli consentisse di commerciare con i porti Illirici.

La loro organizzazione riprendeva quella delle città Greche dell'epoca. Ognuna di esse aveva un proprio Re e delle proprie leggi. Il territorio della città non coincideva con quella della sola città ma comprendeva anche il circondario fatto da villaggi e dalla campagna.

Esse riconoscevano a capo della federazione la città di Oria mentre l'avamposto militare era costituito da Ceglie Messapica per la sua posizione geografica che la controppaneva a quella che costituiva la più grande minaccia dell'epoca ovvero Taranto.

In realtà con il termine dodecapoli si è voluto di recente richiamare l'analoga esperienza Etrusca. Ma nel caso Messapico le città erano tredici e vengono di seguito riportate:

Alytia (Alezio)

Aoxentum/Ozan (Ugento)

Al tempo dei Messapi era nota per la sua floridezza, anche perché pare che la fondazione del primo nucleo risalga ad epoche precedenti. Gli avanzi di mura megalitiche, tombe, monete, materiale vascolare, suppellettili e iscrizioni, però, evidenziano l’inequivocabile testimonianza della civiltà messapica.

Interessante il fatto che, in epoca messapica, la città ha battuto moneta propria. A Palazzo Colosso, è custodita una raccolta di reperti: monete, armi, ceramiche, iscrizioni etc., del periodo messapico.

Inoltre ricordiamo il ritrovamento del "Poseidon", una statua in bronzo del 510 a.C. rinvenuto in Ugento nell’ottobre 1961 nei pressi ove sorgeva il tempio dedicato al dio del mare. Ora la statua è ancora in restauro a Roma.

Brention/Brentesion (Brindisi)

Hyretum/Veretum (Vereto)

Noto centro messapico, vi sono state trovate numerose iscrizioni e monete. Molto importate è l’iscrizione scoperta da T. Mommsen, considerata la prima iscrizione messapica storicamente documentata. Anche gli studi di N. Corcia, precedentemente, ci davano notizie su questi ritrovamenti messapici a Vereto, in particolare su due monete che ci attestano l’esistenza di una vera e propria zecca veretina nel III sec. A.C..

Inoltre in una delle tombe scoperte nel 1905 vennero trovati due grandi vasi di terracotta, su uno dei quali era raffigurata una donna con una falce in mano in mezzo a corimbi di fiori bianchi. In un’altra tomba vennero trovati i seguenti oggetti: piccoli vasi in terracotta, una cintura di rame, un frammento di elmo e altri piccoli oggetti in bronzo.

Nelle altre due tombe si rinvennero delle pentole a grosso ventre che si pensa servissero a custodire i resti delle ossa.

Hodrum/Idruntum (Otranto)

Il ruolo della città di Otranto all'epoca era molto importante. Infatti costituiva l'unica città di mare della dodecapoli e rivestiva il ruolo di porto di riferimento per i contatti ed i commerci con le altre città della vicina Grecia.

Kailia (Ceglie Messapica)

Attorno all’abitato di Ceglie è dato riconoscere, da un’indagine recente, tre cinte murarie di età messapica, ancora oggi in parte visibili; il circuito più stretto e più antico è composto da blocchi megalitici sistemati a secco, che spesso integrano la roccia a tratti affiorante.

Le altre due cinte murarie, a brevissima distanza l’una dall’altra e collegate tra loro dai muri a secco e camminamenti, comprendono un territorio molto più vasto del centro abitato antico, per consentire il foraggiamento della città nell’eventualità non remota di un assedio; è stata individuata una porta della città messapica con una torre e un camminamento esterno dell’altezza di circa 4 metri.

Esiste anche una quarta cinta muraria con Specchie dalle evidenti funzioni difensive e avvistatrici. Per la cronologia di questo sistema difensivo bisogna ricorrere ad argomentazioni di carattere storico che portino alla giustificazione di questo sistema così complesso attorno all’abitato di Ceglie.

Il centro rappresentava anticamente, insieme con Oria, Manduria e Carovigno, il primo ostacolo contro cui si sarebbe trovata ad urtare Taranto, città greca, protesa in una espansione verso l’interno; la prima notizia storica che noi abbiamo dei Messapi consiste nel passo di Erodoto VII, 170 relativo alla battaglia tra Messapi da una parte e Tarantini e Reggini dall’altra.

Questa battaglia di cui Erodoto parla come della più grave sconfitta subita dal popolo greco, avvenne nel primo trentennio del V sec. A.C.. In tempi di relativa calma poteva essere ben sufficiente alla città messapica la cinta più stretta e più vicina al centro abitato; ma quando i rapporti con Taranto si fanno più tesi, soprattutto quando Carbinia nel 473 viene assediata, e Taranto grava minacciosa anche su Ceglie, allora gli abitanti organizzano un sistema difensivo che comprende le varie cinte murarie e le Specchie, il tutto collocabile cronologicamente in un periodo che abbraccia V e IV sec. A.C..

Le testimonianze archeologiche più rilevanti consistono in corredi tombali di V, IV e III sec. a.C. conservati nei musei di Taranto, Brindisi, Egnazia e Lecce; notevoli 37 iscrizioni in lingua messapica studiata in particolare da Ribezzo, Parlangeli, Santoro.

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