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Carmelo Bene

Autore, attore e regista. Grande innovatore del linugaggio teatrale.

Carmelo Bene nasce a Campi Salentina (Lecce) nel 1937.

Compie gli studi classici presso un collegio di gesuita. Si iscrive quindi all'Accademia d'Arte Drammatica ma senza concludere il ciclo di studi, pare per indisciplina. Si trasferisce quindi a Roma dove nel 1959 debutta come attore protagonista del "Caligola" di Albert Camus.

Da li a poco comincerà a compiere delle “manipolazioni” integrali dei sacri autori del teatro che fecero scoppiare il caso Carmelo Bene. Molti intellettuali, tra i quali Pasolini e Moravia parlarono subito di genialità altri invece lo indicarono come un ingannatore, maestro solo della comunicazione.

Tra le opere da lui interpretate ricordiamo:

LO STRANO CASO DEL DOTT. JEKYLL E DEL SIG. HYDE

GREGORIO

SPETTACOLO MAJAKOVSKIJ

PINOCCHIO

SALOME'

AMLETO

IL ROSA E IL NERO.

Della sua parentesi cinematografica evidenziamo:

"EDIPO RE"

"NOSTRA SIGNORA DEI TURCHI

"CAPRICCI" (1969)

"DON GIOVANNI" (1970),

"SALOME'" (1972)

"UN AMLETO IN MENO" (1973).

In particolare il romanzo "NOSTRA SIGNORA DEI TURCHI" costituisce una delle sue pubblicazioni più famose il cui successivo film da lui stesso diretto ottenne a Venezia il premio speciale della giuria. E’ in questo periodo che nasce il sodalizio artistico sentimentale con l'attrice Lydia Mancinelli.

Nel 1972 pubblicò "L'OCCHIO MANCANTE", rivolto polemicamente ai suoi critici.

Nel 1974 tornò al teatro con:

"LA CENA DELLE BEFFE" (1974)

"S.A.D.E." (1974)

"AMLETO" (1975)

“RICCARDO III”,

“OTELLO” a cui seguirono numerose opere.

Nel 1980 si ha la sua “svolta concertistica” con la rappresentazione del poema sinfonico “MANFRED”, un poema sinfonico, che raccoglie successi di pubblico e critica.

Nei successivi anni Ottanta Carmelo Bene viene dai più definito come un mito e per i francesi anche un guru intellettuale. Con le sue rappresentazioni diventa regista di se stesso. Parallelamente però i suoi spettacoli si diradano e si incentrano quasi esclusivamente sulla sua persona e risentono dei capricci umorali e contrattuali dell'attore.

E’ in questi anni che si consolida il rapporto con la città idruntina allorquando si trasferisce in una casa del centro storico, oggi divenuta museo dedicato all’artista, dedicandosi allo studio ed alla contemplazione. Ancora vivi sono i ricordi degli spettacoli estivi tenuti nel fossato delle torri.

Negli ultimi anni suscitano clamore le sue interviste televisive come sempre provocatorie in perfetta sintonia con la personalità dell’attore. Muore nella sua casa romana il 16 marzo 2002 all’età di 64 anni. Le sue spoglie sono custodite nella tomba di famiglia a Santa Cesarea Terme (Lecce).

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