Fenomeni carsici nel Salento
Le rocce del Salento, come quelle di gran parte della Puglia, sono state soggette, nel corso di milioni di anni, ad un particolare insieme di fenomeni, noti come carsismo.
Questi processi hanno modellato le rocce, producendo una grande varieta' di forme che, sebbene individuabili solo con un'attenta osservazione del territorio, costituiscono un patrimonio di grande rilievo.
Le manifestazioni carsiche piu' note sono sicuramente le grotte, ma rientrano nel novero delle formazioni carsiche anche le cavita' di pochi centimetri che "bucherellano" una roccia, oppure le ben piu' grandi doline.
Le doline sono forme carsiche superficiali di notevoli dimensioni (da poche decine ad alcune centinaia di metri), conche chiuse con perimetro subcircolare.
Il fondo delle doline e' generalmente ricoperto da depositi terrosi e talora accade che esso sia topograficamente piu' basso rispetto alla falda idrica, che cosi' affiora creando limitate aree palustri.
Un'altra forma tipica, e forse meno nota, del carsismo salentino e' quella degli inghiottitoi o "vore". Si tratta di voragini naturali entro le quali confluiscono, specie in coincidenza di forti eventi piovosi, i pochi e temporanei corsi d'acqua salenini. Le vore sono caratterizzate dall'avere il tratto iniziale sub-verticale.
Probabilmente cio' e' dovuto al fatto che, quando l'acqua trova una via d'accesso al sottosuolo, per raggiungere la zona freatica (dove le cavita' sono permanentemente riempite di acqua), segue la via piu' breve, che e' quella verticale.
Una volta raggiunta tale zona l'acqua scorre orizzontalmente: una sorta di fiume sotterraneo alimentato da spettacolari cascate. Si pensi, infatti, che il tratto verticale delle vore e spesso di alcune decine di metri.
Possiamo ammirare il risultato di milioni di anni di erosione carsica in numerose grotte presenti specie lunga la costa. Le piu' importanti sono: la Grotta del Diavolo, Grotta della Zinzulusa, Grotta Romanelli, Grotta dei Cervi e molte altre ancora.