Lecce storia

dove sei: home > Lecce > Storia di Lecce.

Storia di Lecce

La sua origine risale alla città messapica di Sybar chiamata successivamente, all'epoca dell'invasione del Salento da parte degli lapigi, Lupiae, latinizzato in licea, litium, Lexete, Lecce.

Le origini messapiche vengono confermate dai ritrovamenti di alcune tombe con corredi del V e IV sec. a.C., dell'ipogeo Palmieri con bassorilievi del IV sec. a.C. e alcuni tratti della cinta muraria. Si pensa che sia stata un piccolo villaggio, sobborgo della vicina Rudiae.

Passata sotto il dominio romano (III sec. a.c.) conobbe la sua massima espansione durante l'Impero di Marco Aurelio. La città, chiamata Lupiae, avvia il suo sviluppo, come testimoniano il Teatro e l'Anfiteatro, costruiti durante l'impero di Adriano. Sotto l'imperatore Marco Aurelio, Lecce vede fiorire l'economia e lo sviluppo edilizio.

Presa da Totila, re degli Ostrogoti, nel VI secolo d.c. subì anche la dominazione di Saraceni, Greci, Longobardi, fu invasa inoltre da Ungari e Slavi fino a passare sotto il dominio di Bisanzio, nel X sec.

Lecce comincia a rivivere, dopo un lungo periodo di oscurità, con l'arrivo dei Normanni. Roberto il Guiscardo fonda la contea di Lecce, che nel Medioevo fu punto di riferimento di tutta la cultura cavalleresca. Viene allora ricostruita la Cattedrale e sorgono due importanti monasteri, quello di S. Giovanni Evangelista e quello dei Santi Niccolò e Cataldo.

Alla dominazione normanna segue quella sveva, agli Svevi, gli Angioini, i Brienne e i Del Balzo Orsini.

Con Carlo V inizia una nuova era: il Rinascimento salentino. Si assiste ad interventi urbanistici e architettonici ad opera dei due architetti rinascimentali, Gian Giacomo d'Acaja e Gabriele Riccardi. Vengono aperti nuovi assi viari rettilinei, come quello che lega S. Croce, il Convento dei Celestini e Palazzo Adorno; si costruiscono le mura di cinta, il Castello, l'Arco di Trionfo per Carlo V, l'Ospedale dello Spirito Santo; ha inizio il fenomeno dell'inurbamento.

In età spagnola Lecce conferma la propria posizione di centro artistico e culturale; in questo momento la città si arricchisce di edifici, chiese e palazzi. La più grande espressione di questo periodo è la chiesa di S. Croce, il Palazzo del Seggio, le chiese di S. Irene, di S. Maria della Grazia e del Gesù.

È nel Seicento che Lecce raggiunge l'acme di quella parabola ascendente iniziata un secolo prima. I vescovi impongono la loro supremazia sulla città con il rifacimento e il rinnovo continuo della Cattedrale e delle più importanti chiese.

Viene modificata la Piazza del Duomo per volere del vescovo Pappacoda; la Piazza del Mercato viene arricchita con la statua di S. Oronzo sulla Colonna romana, secondo il progetto dello Zimbalo; si costruiscono ancora nuove chiese: S. Chiara e del Carmine di Giuseppe Cino e le chiese del Rosario e degli Agostiniani dello Zimbalo.

Nel Settecento continua a dominare la cultura barocca. Gli architetti Mauro ed Emanuele Manieri portano modifiche alle decorazioni e all'urbanistica; riaprono Piazza del Duomo e costruiscono il palazzo Carafa. Edifici e chiese del Seicento si rinnovano.

Partecipe della cultura illuminista, Lecce vede sorgere scuole di matematica e di diritto; dopo un breve periodo di dominazione austriaca, nel 1734, a seguito della rivolta contro i borboni e il pericolo di una restaurazione spagnola, la nobiltà prende il potere.

Nell'Ottocento, la soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone frena l'attività edilizia ed artistica. Si abbattono le mura e si creano nuovi quartieri di gusto neoclassico, neomoresco e neogotico. Nel ventennio 1895-1915 si realizzano numerose opere pubbliche. Nel 1927 la Provincia di Lecce si stacca da quella di Taranto e di Brindisi.

La città conserva numerose testimonianze delle varie epoche: dalle suppellettili vascolari alle ceramiche messapiche, dal teatro romano eretto sotto gli Antonini, al grandioso anfiteatro risalente al secondo secolo dell'era cristiana; dal Duomo (1144), completamente rifatto dal 1659 al 1670, alla mole del convento di San Giovanni di cui fa parte il più prestigio so monumento d'epoca normanna: la Chiesa di San Niccolò e Cataldo del 1180, che fonde genialmente gli stili romanico, bizantino e moresco.

Al Rinascimento risale la Chiesa di Santa Croce (1532) che accolse successivamente nella sua grandiosità anche elementi barocchi di un ardito virtuosismo plastico (1606-1689).

Al periodo barocco appartengono altresì il convento dei Celestini, il Seminario Vescovile, la Chiesa di San Francesco, la Chiesa del Rosario, la Chiesa di Santa Teresa, incompiuta. Tra gli edifici militari, la Torre di Belloloco (XIII-XIV secolo), la poderosa Torre del Parco (1419), il superbo castello angioino (1539-1549) ed il cinquecentesco Arco di Trionfo (1548) in onore di Carlo V.

Proprio a Carlo V si deve la costruzione dell'ultima cinta muraria, di forma trapezoidale, ben conservata. Né vanno infine dimenticati alcuni antichi palazzi del patriziato locale: Adorno, Palmieri, Rollo, d' Aynio, Tresca.