Santa Croce

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Basilica di Santa Croce

Particolare di Santa CroceL'opera rappresenta la maggiore espressione del barocco leccese. Si sviluppa in maniera piuttosto armonica e fastosa con l'attiguo Palazzo del Governo (ex Convento dei Celestini oggi sede della Provincia).

La costruzione la si deve a diversi artisti tra cui Cesare Penna e Giuseppe Zimbalo e Gabriele Riccardi. Proprio a quest'ultimo si deve l'avvio dell'opera nel 1549.

L'ordine inferiore, del Riccardi, è cinquecentesco ed è diviso in cinque parti da colonne lisce, tra le quali si estendono archetti pensili.

Il portale d'ingresso, costruito dallo Zimbalo, nel 1606, è delimitato da due coppie di colonne corinzie ed è sormontato dagli stemmi di Filippo III di Spagna, di Maria d'Enghien e di Gualtiero VI di Brienne.

Sugli altri due portali laterali, sormontati da piccoli rosoni circolari, vi sono gli stemmi dell'Ordine dei Celestini e di Santa Croce. Subito dopo la trabeazione, delle cariatidi zoomorfe e simboliche sembrano reggere la balaustra, ornata da putti, che separa l'ordine inferiore da quello superiore.

Questo è diviso in tre parti; la parte centrale presenta un grande rosone centrale di ispirazione romanica, ornato da una corona di foglie di acanto e da una profonda ghiera.

Le due parti laterali, separate dalla centrale da due colonne corinzie, presentano due nicchie con le statue di San Benedetto e di San Pier Celestino. Il profilo del secondo ordine è chiuso dalle due statue della Fortuna e della Fortezza. In alto, la conclusione è costituita da tre pezzi di timpano, con al centro la croce.

L'interno è a tre navate, separate da 16 colonne di marmo. Lungo le navate laterali si aprono sette cappelle per lato, con altari.

Il centro del transetto è coperto da una cupola decorata; le navate laterali hanno volte a crociera, quella centrale ha soffitto a cassettoni dorati.

In fondo, l'abside è polilobata con volta ad ombrello poliraggiata.