Il Duomo di Lecce
Lungo il corso Vittorio Emanuele, nel cortile del Vescovado, fu costruito una
prima volta nel 1144 per iniziativa del vescovo Formoso, ricostruito nel 1230
dal vescovo Volturio e poi completamente ristrutturato per incarico del vescovo
Pappacoda, dallo Zimbalo, negli anni 1659-70.
Il prospetto principale è su due ordini; entrambi sono suddivisi da paraste scanalate che incorniciano, lateralmente, le nicchie con le statue di San Pietro e Paolo, Gennaro e Ludovico da Tolosa e al centro, il portale d'ingresso, in basso, e una finestra, in alto.
Più interessante è il prospetto laterale, simile ad un arco di trionfo.
L'ordine inferiore presenta un portale fiancheggiato dalle due nicchie dei Santi Giusto e Fortunato; una ricca balaustra separa l'ordine inferiore da quello superiore, su cui troneggia la statua di Sant'Oronzo.
La maggiore importanza data al prospetto laterale è spiegata da motivazioni urbanistiche: chi entra nella piazza si trova di fronte questo lato e non il principale.
La pianta è a croce latina. L'interno è suddiviso in tre navate,
scandite da pilastri con mezze colonne addossate.
La navata centrale e il transetto si incrociano con quattro grandi archi a tutto sesto; entrambi hanno copertura piana lignea a lacunari dorati. In fondo all'abside si erge l'altare maggiore a cui fa da sfondo il coro in noce.
Il campanile, alto quasi settanta metri, l'ultimo piano è una loggetta ottagonale con una cupola con quattro pinnacoli e una bandiera.
Il Duomo è accompagnato da un grandioso e slanciato campanile alto metri 68,38. Consta di cinque piani terminanti, ognuno, con balaustre.
L'ultimo piano è un'edicola ottagonale a cupola adorna da quattro pinnacoli aventi la forma di vasi con fiori.
Per la sua altezza e per la visibilità a grande distanza, il campanile, nel 1873-74, venne scelto per le misurazioni geodetiche.
Nelle giornate limpide, dalla sommità del campanile si scorge la costa da Otranto a Brindisi e, a volte, la vista si spinge fino ai monti dell'Albania.
L'Episcopio
Si trova in piazza del Vescovado, attaccato alla Cattedrale ed è stato realizzato da Emanuele Manieri.
È diviso in tre piani: il piano terra è in bugnato scandito da pilastri aggettanti tra i quali si schiudono in modo alternato aperture ad arco.
Il secondo piano è costituito da un portico arcuato; il terzo, arretrato a formare un balcone balaustrato, presenta una serie di finestre.
Il corpo centrale contiene uno dei primi orologi pubblici.
Attiguo al duomo vi è l'Episcopio; sul lato destro della piazza si estende il Seminario.
Il Seminario
Sul lato destro della piazza, opera del 1694, di Giuseppe Cino.
La facciata è divisa in tre piani: i primi due, in bugnato, sono scanditi da paraste che, per tutta l'altezza dei due piani, inquadrano una successione di finestre.
Il terzo piano, arretrato a formare un balcone con balaustra, e molto semplice; in esso si aprono, regolarmente, porte sormontate da finestre.