Il barocco a Lecce e nel Salento. Barocco Lecce.

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Il barocco a Lecce

Lecce - Chiesa di Santa CroceA partire dal XVI secolo si cominciò sviluppare nel capoluogo salentino un vasto movimento artistico che coinvolse un pò tutte le arti a cominciare dall'architettura, alla pittura, alla scultura e che contribuì in maniera significativa a cambiare la fisinomia della città di Lecce e di molti comuni della provincia.

La fioritura artistica si accompagnò al felice momento vissuto dalla città che già con i Normanni aveva cominciato ad assumere maggiore centralità nel panorama meridionale e che la portò nel seicento ad essere la seconda città del Regno di Napoli.

Il fenomeno del barocco assunse in questa terra forme molto particolari influenzate dalla fantasia e dall'estro dei maestri Locali a Otranto, ma soprattutto dall'utilizzo di una pietra locale detta "pietra leccese" dalla natura calcarea ma piuttosto compatta ed omogenea che per la sua grande malleabilità si prestava in maniera significativa ad essere utilizzata nelle opere scultoree e decorative.

I committenti principali delle opere furono i potenti locali a Otranto in particolare le ricche famiglie feudatarie e figure ed ordini religiosi. Tra essi ricordiamo il vescovo Pappacorda che commissionò la costruzione della cattedrale dell'Episcopio.

Gli artefici del nuovo stile, che si manifesterà per tre secoli, non furono però studiosi o architetti, ma il rifiorire delle arti lo si ebbe, come detto, soprattutto grazie per l'opera di semplici costruttori o capimastro Locali a Otranto che si rilevarono, comunque, dotati di grande gusto artistico e creatività. Tra essi ricordiamo Giuseppe Zimbalo (detto lo Zingarello), Cesare Penna, Gabriele Riccardi, Giuseppe Cino, Mauro ed Emanuele Manieri.

Caratteristiche del Barocco Lecce sono le decorazioni fastose e sovrabbondanti molto presenti all'esterno di chiese e palazzi, nelle finestre, nei balconi, nei cornicioni, nei portali. Vi è in essi un esplosione quasi orgiastica di vitalità con una grande ostentazione di forza, di potenza e di ricchezza.

Nel settecento il fenomeno del barocco comincia ad esaurirsi lasciando il passo al rococò che in queste zone venne vissutto in chiave di neovenetismo.

Barocco Lecce che è apprezzabile in ogni piazza, strada, vicolo o viuzza della città, lo ritroviamo esprimersi con tutta la sua forza ed esuberanza nella basilica di Santa Croce progettata da Gabriele Ricciardi e completata dallo stesso nel 1582.

Tutta la facciata della chiesa è un esplosione di forme e di decori. Essa pare "poggiare" su sei colonne fornite di capitelli zoomorfi che danno vita a tre portali. Di particolare pregio è poi il rosone romanico centrale ancor più fornito di intarsi e di decorazioni. La forma della basilica è a croce latina con navata con soffitto a cassettoni dorati. Il suo interno pare quasi stridere con la ricchezza decorativa dell'esterno che, comunque, viene in qualche modo bilanciata nel fasto presente negli altari presenti in sette per lato ed inseriti in cappellette. Interessanti sono gli altari della Trinità ed in particolare quello dedicato a San Francesco di Paola. Quest'ultimo risulta realizzato nel 1615 e si presenta come un trittico sormontato da un riquadro con due angeli per ogni lato.

In maniera contigua si sviluppa il Palazzo dei Celestini, già Palazzo del Governo ed ex covento Celestino. Qui ritroviamo le stesse forme e gli stessi fasti della vicina chiesa.

Uno dei punti più suggestivi di tutta la città e la piazza del Duomo, detta anche Cortile del Vescovado, che in maniera quasi improvvisa, tra i vicoli del centro storico, si apre agli occhi del visitatore. Qui è possibile ammirare il Duomo della città risalente al 1144 ma ristrutturato tra il 1659 ed il 1670, il grandioso campanile di circa 70 metri costruito da Giuseppe Zimbalo tra il 1661 ed il 1682 e gli archi della sede vescovile costruiti da G. Cino tra il 1694 ed il 1709. La piazza, col calar del buio, offre al visitatore uno scenario unico fatto di giochi di luci ed ombre che si mescolano, in maniera unica, con le forme barocche degli edifici.

Particolare interesse riveste sempre in chiave barocca la chiesa dei santi Nicolò e Cataldo. La chiesa fu eretta su commissione di re Tancredi conte di Lecce nel 1180 e venne rimaneggiata in epoca cinquecentesca in pura chiave barocca. Gli interventi riguardarono, la facciata adornata con statue dei santi e gli altari interni ed i dipinti. Particolare bellezza riveste il chiostro cinquecentesco impreziosito da un baldacchino inserito nel secolo successivo sospeso su di un pozzo. La chiesa risulta uno splendido esempio di fusione dello stile normanno con quello barocco e con decorazioni orientali.

La chiesa di Sant'Irene risulta eretta tra il 1591 ed il 1639 da Francesco Grimaldi. Essa presenta una facciata scandita da pilastri slanciati con al centro un suggestivo portale che sorregge la statua di Sant'Irene. L'interno è costituito da un'unica navata con molte cappeòòe òaterali con altari in stile barocco.